ideas 4 your mind
Comunicazione
I Comandamenti dell’Emotional Branding
23 gen
Marc Gobè ha stilato una sorta di decalogo nel quale riassume a mò di decalogo i dieci comandamenti dell’Emotinal Branding. In realtà ve ne ripropongo una selezione ed un adattamento (senza pretese dottrinali
) come spunto di riflessione e come nota sul valore emozionale nel marketing e nella comunicazione
- Puntare sulle persone e non sui consumatori
- Puntare sull’esperienza più che sul prodotto
- Puntare sulle preferenze
- Puntare sull’aspirazione più che sulla notorietà
- Puntare sul dialogo più che sulla comunicazione
- Puntare sulla relazione più che sul servizio
Crazy Marketing Network: Un Network di Comunicatori e Markettari (molto crazy)!
17 gen

Il Crazy Marketing Network è un circuito, un’aggregazione, un network(!) di autori di marketing e comunicazione. Ne fanno parte pubblicitari, markettari, copywriter, freelance, studenti, web marketing specialist e smanettoni, tutti accomunati dalla passione per il marketing e con la voglia di comunicare e condividere esperienze, punti di vista, intuizioni.
È stato quindi per me un piacere enorme entrare a far parte del team. Ecco il listone dei blog partecipanti, se volete assaggiare un po’ di Crazy Marketing… visitateli tutti. Enjoy!
- Accountentando
- Anakyn
- Anna Torcoletti
- Below The Biz
- Born To Advertise
- Brand Blog
- Campagne Sociali
- Clyde.it
- Comunicazione Sociale
- Copywriter On The Road
- Crazy Marketing Blog
- Dr_Who
- enjob.[en]zine
- Enjoy the market
- Fundraising Now!
- Giovy’s Blog
- In My Life, I Love You More
- Informatica Friuli
- Innovative Marketing and Advertising
- International Marketing Communication
- Je Suis Monsieur Porreau
- Kawakumi.com
- Leo Aruta 2.0!
- Lo Direi Così
- MarketingMediterraneo-do
- Misurare La Comunicazione
- News & Riflessioni
- Sbloob
- Scarperosse Dal Divano…
- Simply ADdicted
- Socialware
- spai lab | ideas 4 your mind
- SuperMarket-ing
- The Mobile Observer
- Viralavatar
- Venerable Bidet
- Webpassion
Nessuno dei Blogger che aderisce al Network scrive a scopo di lucro. Tutti i blog del Network sono no profit.
Shriiimp Body Tag Art
16 gen

Dopo circa trenta minuti non sono ancora riuscito a capire il perchè di questo sito. Comunque, sarà per alcune fotografie tra il serio, il faceto e il semiprofessionale, sarà per i soggetti scelti, ancora non sono stanco. Per i tanti bacchettoni… Sarà questo il modo giusto per ripulire le nostre città da odiate tag e graffiti?
Il Web 2.0? Un danno da 600 miliardi. L’uso smodato di Blog Wiki ed Instat Messenger
4 gen
Blog, wiki, instant messenger sono tecnologie ormai comuni in tutte le aziende ma attenzione: l’ultimo rapporto di Basex avverte le imprese dei notevoli rischi per la produttività.
Fin da subito i detrattori delle nuove tecnologie si sono scagliati con veemenza sulla perdita di produttività che causerebbe l’utilizzo smodato di blog, wiki e programmi di instant messaging (come MSN Messenger, Skype e Gtalk). Adesso queste accuse sono supportate dai numeri, quelli pubblicati da Basex, società di ricerca che ha analizzato la situazione delle imprese statunitensi votate al verbo del 2.0.
I risultati sono allarmanti, con una perdita di produttività stimata in 588 miliardi di dollari, una vera e propria piaga per l’economia americana che si configura addirittura come “problema dell’anno 2008″.
La ricerca, intitolata “Information Overload: We Have Met the Enemy and He is Us“, ha evidenziato come i nuovi strumenti si siano aggiunti a vecchie distrazioni come cellulari e posta elettronica. In totale, le interruzioni causate da telefonate, invio di email e conversazioni su messenger vari occupa circa il 28% del tempo ai cosiddetti “knowledge worker”. Concretizzando, ogni anno vanno via 28 miliardi di ore in queste attività.
Il motivo di tanto spreco? Secondo Basex è nell’eccessiva abbondanza di strumenti comunicativi. Un dipendente che è abituato a comunicare su Skype tenderà ad usare in modo meno efficiente le email, e lo stesso dicasi per wiki e blog. Troppi strumenti, troppa informazione, che si disperde nei meandri dell’organizzazione e diventa sempre più difficile da cercare.
Saggiamente, l’eventualità di proibire l’utilizzo degli strumenti 2.0 nelle aziende non è presa in considerazione, poiché significherebbe rinunciare a vantaggi di enorme portata.
Articolo originale PMI.it
Per una mini-guida del web 2.0 si consulti l’articolo di Robin Good
