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Media
Total audience, la convergenza tra diversi media
14 set
in Bocconi si è tenuto un convegno su pubblicità e internet. uno dei punti toccati dai diversi relatori è stato il fatto che al moltiplicarsi di mezzi o media cala il tempo dedicato al singolo mezzo e quindi la frequenza del messaggio.
Per ovviare a questo inconveniente il suggerimento dato alle numerose aziende presenti è la MULTIMEDIALITA’ MONOCREATIVA, cioè moltiplicare i mezzi sui quali si pianifica avendo cura di mantenere il messaggio il più omogeneo possibile, per renderlo più riconoscibile e quindi recuperare la frequenza perduta.
recuperere una Total audience puntando sulla convergenza dei media. nel link potete scaricare anche la presentazione della Manzoni con le diverse mappature di Eurisko
da: blog.adci.it» Multimedialità Monocreativa. La Manzoni presenta Total Audience.
Arrivano i Blinks: i Mini Spot da 1 Secondo
11 set
Incisivi, immediati, innovativi: sono gli spot da un secondo, una delle scommesse dell’adve del futuro.
Lanciati da Clear Channel negli Usa qualche mese fa, i mini spot sono stati progettati per essere trasmessi solo su radio. “Un modo- ha chiarito Jim Cook, senior vice president di Clear Channel Radio e ideatore dell’iniziativa- per sperimentare le potenzialità di questo media in perenne evoluzione.
Gli investitori richiedono forme sempre nuove per avvincere i consumatori. Allo stesso tempo premono sul fronte spese: quale migliore soluzione per unire l’effetto sorpresa a un immediato riscontro in termini di risparmio?”Composti da sole quattro note, i mini spot (denominati blinks, lampi, proprio per la loro immediatezza) sono trasmessi tra una canzone e l’altra e hanno un solo obiettivo: rafforzare la brand awarness di un marchio già conosciuto. Perché – come puntualizza Daniel Howard, professore di marketing alla Cox School of Business di Dallas- uno spot tanto breve può avere solo uno scopo: far ricordare una marca ai consumatori, rafforzandone la notorietà e scatenando incosciamente il desiderio all’acquisto.”
Prima azienda a sperimentare questa nuova forma di advertising, Mc Donald’s, che ha testato i mini spot radiofonici, usando frame da un secondo del noto jungle “I’m lovin’it” .
Inserito tra un brano e l’altro e ripetuto più volte durante la giornata, il blink ha pienamente risposto alle attese, scatenando la curiosità degli ascoltatori e la loro familiarità con il brano- manifesto della catena di fast food più grande e discussa al mondo.
Analogo esperimento quello di BMW, che ha realizzato spot da un secondo per la pubblicità di MINI Cooper: prima di ogni notizia del radiogiornale una voce ha reclamizzato l’auto, pronunciandone soltanto il nome.
I rischi di questa nuova forma di pubblicità sono però dietro l’angolo, come sottolineano alcuni esperti che pongono l’accento su come “un secondo di tempo non sempre può essere sufficiente per scatenare il ricordo di un marchio, a meno questo non sia stato già ampiamente pubblicizzato su altri media e con ben altri investimenti; l’eccessiva brevità rischia infatti di danneggiare un brand, anziché accrescerne il valore, se il messaggio non è chiaro e già impresso nella mente della gente”.
Cantanti e Spot televisivi. Vasco ci ripensa
4 set
Nonostante si vendano sicuramene a buon prezzo, Vasco Rossi non accetterà più che le sue canzoni entrino negli spot pubblicitari.
E comincia a dire “no” con “Ti prendo e ti porto via”, la canzone che avrebbe dovuto accompagnare il nuovo spot della Fiat.
Il motivo è più che valido: Blasco non vuole che le sue canzoni corrano il rischio “di un uso eccessivo negli intervalli pubblicitari”.
“Ho sbagliato – spiega il Vasco nazionale – Ma, come sempre mi è accaduto nella vita, dovevo prima provare sulla mia pelle per capirlo. Quando un’azienda come la Fiat, qualche mese fa, si è rivolta a me per inserire ‘Senza parole’ nello spot di lancio della nuova Punto, gliel’ ho concessa volentieri … beh, era la Fiat ! Alla seconda richiesta, invece, (Rewind) ero già molto più dubbioso. Ora che mi si ripresenta l’occasione con ‘Ti prendo e ti porto via’ ho deciso di dire di no, non voglio più che una mia canzone venga legata a uno spot”.
“È un fatto personale – continua Rossi – non ho nulla contro la pubblicità nè giudico chi la fa. Ma per quel che riguarda me, adesso sento primaria la necessità di proteggere le mie canzoni da un’esposizione che ritengo esagerata in pubblicità. Errare è umano, perseverare sarebbe diabolico come recita un vecchio e saggio proverbio. E io ho scelto, per quanto sta nelle mie possibilità, di non vendere i miei sogni, che sono poi anche quelli dei miei fans”.
In fondo il nostro Vasco è un tradizionalista. Oltre al “vecchio e saggio provebio” da lui stesso citato, ce n’è un altro che calza a pennello: “il troppo storpia” e un certo tipo di pubblicità è sempre troppa per un artista vero.
Le Pubblicità Televisive degli Anni 80
3 ago
“Negli anni 80, la pubblicità basata sullo spot è ancora un po’ un laboratorio, perché sia i pubblicitari che gli spettatori devono abituarsi ad un nuovo linguaggio. Questi spot a volte presentano dei colpi di genio spettacolari e altre delle ingenuità colossali. Spot80 è un “archivio della memoria”, uno spazio per il modernariato televisivo e sociale, perché non vengano persi certi piccoli capolavori e, allo stesso tempo, certi fallimenti totali.”