Arriva anche il motore di ricerca per anziani

Motori di Ricerca, Risorse Commenta! »

Ultimamente mi sono concentrato sui motori di ricerca che stanno crescendo esponenzialmente e segmentandosi a vista d’occhio….

Leggo oggi la notizia da Pubblicità Italia che è pronto il primo motore di ricerca per anziani!

La guida per seniores si chiama Cranky.com e condurrà per la rete le persone con più di 50anni.

Il progetto si fonda sull’idea che le persone di una certa età non hanno lo stesso approccio alla rete di chi è giovane e per questo i risultati devono essere selezionati e tarati per soddisfare la facia di età di chi è meno giovane e meno allenato alle tante informazioni che arrivano dal web.

Come ha spiegato, Jeff Taylor, il fondatore del google per chi ha i capelli grigi: è molto semplice avviare la ricerca “viaggio in Cina” con uno dei grandi motori della rete. E’ difficile invece orientarsi tra i 60 milioni di risultati ottenuti.

Ai suoi user Cranky faciliterà il lavoro fornendo soltanto quattro risultati a ricerca (per pagina).

la cosa che ci sembra lodevole è il fatto che i risultati sponsorizzati, almeno per ora, sono riportati dopo i primi 4 risultati organici e con un carattere più piccolo.
Dovrei far fare un test tra Google e Cranky a mio padre… chissà quale gradirebbe di più…..

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Il Navigatore Italiano: Diffidente ma Attratto dalla Pubblicità

Adv, Comunicazione, Marketing, Media, Motori di Ricerca, Ricerche 1 Commento »

Poco attratti dalle nuove tecnologie di comunicazione, diffidenti nei confronti dei servizi a pagamento, incuriositi dalla pubblicità online: questi gli internauti italiani, secondo un sondaggio condotto da NetOserver e Novatris su un campione di 170.000 navigatori che, oltre al nostro Paese, prende in esame anche Francia, Spagna, Gran Bretagna e Germania.

Osservando più nel dettaglio l’inchiesta, si nota una tiepida apertura nazionale verso i sistemi di messagistica istantanea, utilizzati dal 53,1% degli italiani, e un certo scetticismo verso i programmi di telecomunicazione gratuita (come Skype, usati dal 38,7%), e ancor di più verso il podcasting (14,9%) e i blog (15,1%).
Negli altri paesi europei questo genere di servizi sono aprezzati soprattutto dai navigatori spagnoli (73,9% utilizza programmi di messaggistica), anche perchèin Spagna oltre il 60% degli internauti hanno meno di 35 anni. Nel nostro Paese la percentuale scende invece al 47%, e la fascia d’età più presente su Internet è quella tra i 35 e i 49 anni.
La diffidenza diventa netta in Italia per quanto riguarda i servizi a pagamento: solo il 17,9 degli italiani, contro il 32,5% dei tedeschi, paga per inviare Sms via web, e ancora meno per scaricare videogiochi (7%), musica (9,5%), suonerie e loghi per cellulari (5,8%) e annunci (6,8%).
Secondo la ricerca NetObserver in questo caso gli internauti italiani sembrano seguire il comportamento dei corrispettivi latini, mentre inglesi e tedeschi sembrano molto più disposti a spendere in cambio di servizi on line.

Gli italiani reagiscono meno positivamente rispetto ad altri paesi (Francia e Regno Unito in primis) anche alla pubblicità e al direct-marketing on line: solo il 34, 2% ha partecipato a dei giochi a premi organizzati dai siti, il 31% clicca i link pubblicitari che compaiono sui risultati dei motori di ricerca, e il 24,2% entra nei siti aziendali dopo aver visto pubblicità sul web. Nonostante questi risultati, la pubblicità on line è percepita come creativa ed innovativa da più di tre italiani su 5, e quasi la stessa percentuale dichiara che aiuta a scoprire nuovi prodotti e servizi.

Quasi il 44% degli italiani, secondi solo agli spagnoli, dichiarano che le reclame aiutano a prendere decisioni di acquisto migliori. Questi risultati fanno concludere agli esperti di NetObserver che, nonostante le difficoltà di breve periodo, la pubblicità e il marketing online dovrebbero avere buone prospettive di crescita nel nostro Paese.

fonte: sole24ore

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Google: ovvero la nuova religione con tanto di chiesa

Google, Motori di Ricerca 3 Commenti »

ebbene si qualcuno in giro per il mondo si è preso la briga di fondare la chiesa di Google, con tanto di 10 comandamenti:

  1. Thou shalt have no other Search Engine before me, neither Yahoo nor Lycos, AltaVista nor Metacrawler. Thou shalt worship only me, and come to Google only for answers.
  2. Thou shalt not build thy own commercial-free Search Engine, for I am a jealous Engine, bringing law suits and plagues against the fathers of the children unto the third and fourth generations.
  3. Thou shalt not use Google as a verb.
  4. Thou shalt remember each passing day and use thy time as an opportunity to gain knowledge of the unknown.
  5. Thou shalt honor thy fellow humans, regardless of gender, sexual orientation or race, for each has invaluable experience and knowledge to contribute toward humankind.
  6. Thou shalt not misspell.
  7. Thou shalt not hotlink.
  8. Thou shalt not plagiarise or take undue credit for others work.
  9. Thou shalt not use reciprocal links nor link farms, for I am a vengeful but fair engine and will diminish thy PageRank. The Google Dance shall cometh.
  10. Thou shalt not manipulate Search Results. Search Engine Optimization is but the work of Microsoft.

Google è ciò che più si avvicina ad un dio, Le prove di questa identificazione sarebbero:

- Google è onnisciente, indicizza più di 9,5 bilioni di pagine web;
- Google è onnipresente: il motore di ricerca è virtualmente dappertutto sulla terra; con i dispositivi WiFi, poi, è davvero un’entità presente ovunque;
- Google risponde alle preghiere, o almeno risponde alle ricerche;
- Google è immortale: non essendo un essere vivente, ma il risultato di un algoritmo, Google in teoria potrebbe esistere per sempre;
- Google è infinito, Internet può continuare a crescere per sempre;
- Google ricorda tutti (la cache);
- Google non può fare del male, secondo la filosofia aziendale “do no evil”;
- L’evidenza dell’esistenza di Google è insomma abbondante, certo, a detta dei Googlists, più delle prove di qualche altro dio, e poi Google si può anche sperimentare, basta navigarlo un pò.

fatevi in giro The Church of Google

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Giocare con le Immagini e con le Etichette: Google Image Labeler

Google, Motori di Ricerca Commenta! »

Google Image Labeler é un semplice giochino dove gli utenti (a coppie di due) si scontrano uno contro l’altro nel tentativo di indovinare quale tag è stato utilizzato per una immagine presa a caso dall’archivio di Google. Non è necessaria alcuna registrazione: è sufficiente andare alla pagina del gioco, anche se gli utenti con un account su Google possono venire riconosciuti e giocare eventualmente con il proprio nome.

Non si vince nulla, se non il gusto di trascorrere qualche minuto in un passatempo semplice e immediato.

Google Image Labeler infatti consiste nell’attribuire a un’immagine casuale visualizzata - che viene prelevata dall’indice di Google - uno o più tag. La medesima immagine con lo stesso obiettivo vengono sottoposti all’avversario. Entro il tempo limite prefissato di un minuto e mezzo occorre identificare il tag che descrive al meglio l’immagine visualizzata. A ogni risposta corretta viene dato un punteggio.

Contemporaneamente Google guadagna “informazioni” utili: più giocatori ci saranno, più facilmente potrà ottenere una mole di informazioni al fine di ordinare il proprio archivio di immagini, migliorando la ricerca.

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