Come Google Migliora l’Algoritmo di Ricerche e Risultati nel web

Google, Marketing, Motori di Ricerca, Varie, WebMarketing Commenta! »

In un intervista su Technology Review rilasciata da Peter Norvig, Responsabile Ricerche di Google, alla domanda su come il motore di ricerca riesca a valutare e fornire i risultati con un buon grado di accuratezza ha così risposto:

“A livello macroscopico teniamo traccia dei clic degli utenti. Se selezionano il primo risultato, e non tornano indietro per cercarne altri, probabilmente hanno trovato quello che cercavano. Se invece scorrono più pagine della ricerca o riformulano la domanda cambiando il numero delle keyword e la composizione della frase, allora i risultati ottenuti non corrispondevano a quello che gli utenti cercavano. Un altro modo che utilizziamo è quello di selezionare a caso alcune query e sottoporli ad un certo numero di persone per ricevere delle valutazioni sui risultati ottenuti. Si tratta di collaboratori che assumiamo per avere esclusivamente un giudizio. Li formiamo per identificare siti Web spam o fraudolenti, dopodiché registriamo le loro valutazioni”

….Rimane da capire come i risultati dei “focus group” entrino poi nell’algoritmo e come ed in che modo modifichino le ricerche ed i risultati di Google.

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Guida all’uso del file robots.txt

Guide, Risorse, Varie, WebMarketing Commenta! »

un link semplice semplice che racchiude tutte le linee guida per il corretto utilizzo del file robots.txt in lingua italiana.

[per chi non fosse proprio avvezzo alla materia il file robots.txt è un file che serve per comunicare agli spider di motori di ricerca se indicizzare o non indicizzare alcuni file, pagine o cartelle del sito]

robotstxt.netsons.org

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Below the web: le forme di promozione on line.

Comunicazione, Marketing, Viral, WebMarketing Commenta! »

L’espressione below the web viene utilizzata per indicare tutte le forme di comunicazione in Rete che non comportano l’utilizzo di un sito web e contemporaneamente si dimostrano efficaci nella comunicazione.

Alcuni ritengono che i luoghi di aggregazione below the web, sono ambienti di comunicazione in grado di favorire la nascita di comunità, addirittura virtuali….
Tramite questi, dunque, è possibile costruire e rinforzare le relazioni tra l’impresa ed i partecipanti alle diverse forme di aggregazione in rete, allo scopo di rendere ancora più efficace la comunicazione del brand. Questi mezzi possono rappresentare dei validi supporti per le attività di ”viral marketing”.

Sono below the web i seguenti format:

- E-Mail
- Newsletter
- Newsgroups
- Forum
- Chat
- Virtual Community
- Concorsi
- Contest
- Blog

E’ innegabile che l’uso di diversi strumenti btw riesca ad instaurare un discorso narrativo più efficace tra azienda e cliente. L’uso e l’abbinamento dipendono dagli obiettivi da raggiungere, dal target di riferimento, dalle possibilità che offrono gli editori on line e dalla fantasia dei responsabili marketing.

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invio newsletter e DEM, alcuni dati

Comunicazione, Marketing, Ricerche, WebMarketing Commenta! »

Alcuni dati emersi da una ricerca condotta lo scorso luglio da Epsilon Interactive, azienda specializzata in email marketing, sul mercato statunitense. Lo studio ha rivelato che:

  • il 65% degli utenti che utilizzano l’email sono soggetti ad un blocco delle immagini, il che semplicemente significa che se la vostra email contiene una creatività (ovviamente fatta di immagini), questa di default non viene vista, perchè filtrata prima, lato software (i.e Outlook) o provider (i.e Hotmail).
  • Di questi, il 69% degli utenti, attivano la visualizzazione immagini, ed il 94% di questi occasionalmente le visualizza.
  • Il 90% qualche volta attiva le immagini di email ricevute da amici e parenti.
  • Il 69% attiva le immagini nelle email riguardanti comunicazioni o ordini effettuati su un sito di ecommerce
  • Il 57% attiva la visualizzazione delle immagini in email promozionali inviate da siti su cui hanno un account aperto, o su cui hanno acquistato, o in email inviate da chi ha ricevuto espressamente autorizzazione ad inviare email.
  • Talvolta il 31% attiva le immagini in email ricevute da parte di chi non è autorizzato all’invio, ma di cui riconoscono il nome e di cui si ‘fidano’.
  • Il 16% qualche volta decide di scegliere di visualizzare le immagini contenute email promozionali e commerciali inviata da sconosciuti, ma i cui contenuti o offerte possono interessanti
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