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ideas 4 your mind
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Sep 11th
Incisivi, immediati, innovativi: sono gli spot da un secondo, una delle scommesse dell’adve del futuro.
Lanciati da Clear Channel negli Usa qualche mese fa, i mini spot sono stati progettati per essere trasmessi solo su radio. “Un modo- ha chiarito Jim Cook, senior vice president di Clear Channel Radio e ideatore dell’iniziativa- per sperimentare le potenzialità di questo media in perenne evoluzione.
Gli investitori richiedono forme sempre nuove per avvincere i consumatori. Allo stesso tempo premono sul fronte spese: quale migliore soluzione per unire l’effetto sorpresa a un immediato riscontro in termini di risparmio?”Composti da sole quattro note, i mini spot (denominati blinks, lampi, proprio per la loro immediatezza) sono trasmessi tra una canzone e l’altra e hanno un solo obiettivo: rafforzare la brand awarness di un marchio già conosciuto. Perché – come puntualizza Daniel Howard, professore di marketing alla Cox School of Business di Dallas- uno spot tanto breve può avere solo uno scopo: far ricordare una marca ai consumatori, rafforzandone la notorietà e scatenando incosciamente il desiderio all’acquisto.”
Prima azienda a sperimentare questa nuova forma di advertising, Mc Donald’s, che ha testato i mini spot radiofonici, usando frame da un secondo del noto jungle “I’m lovin’it” .
Inserito tra un brano e l’altro e ripetuto più volte durante la giornata, il blink ha pienamente risposto alle attese, scatenando la curiosità degli ascoltatori e la loro familiarità con il brano- manifesto della catena di fast food più grande e discussa al mondo.
Analogo esperimento quello di BMW, che ha realizzato spot da un secondo per la pubblicità di MINI Cooper: prima di ogni notizia del radiogiornale una voce ha reclamizzato l’auto, pronunciandone soltanto il nome.
I rischi di questa nuova forma di pubblicità sono però dietro l’angolo, come sottolineano alcuni esperti che pongono l’accento su come “un secondo di tempo non sempre può essere sufficiente per scatenare il ricordo di un marchio, a meno questo non sia stato già ampiamente pubblicizzato su altri media e con ben altri investimenti; l’eccessiva brevità rischia infatti di danneggiare un brand, anziché accrescerne il valore, se il messaggio non è chiaro e già impresso nella mente della gente”.
Sep 11th
La software house capitolina Seleso ha presentato in questi giorni un’applicazione del sistema di comunicazione Playblue, che consente l’invio di messaggi e contenuti multimediali ai telefoni cellulari dotati di tecnologia Bluetooth.
L’idea è quella del “marketing di prossimità” (o “proximity marketing”), inteso come tecnica di divulgazione di informazioni (pubblicitarie) verso un bacino di utenza che si trova fisicamente vicino al mittente. Le possibili applicazioni di questa soluzione sono molteplici e un esempio indicativo è la sponsorizzazione tecnica del Sesto Festival Giovanile “Frammenti” che ha luogo in questi giorni a Frascati: in occasione della presentazione dell’ultimo film di Mimmo Calopresti e la rappresentazione teatrale di Moni Ovadia, al pubblico presente alla rassegna e dotato di cellulare Bluetooth verranno inviati gratuitamente il programma dettagliato di ogni serata e l’indirizzo (URL) del sito della manifestazione.
Al pubblico “abilitato” sarà sufficiente attivare il Bluetooth del proprio telefono cellulare e, attraverso la rubrica, sarà possibile navigare sul sito della manifestazione.
Seleso aggiunge che sarà possibile inviare, nell’arco di tutta una giornata, un palinsesto di contenuti definito dall’utente, composto da più elementi diversi tra loro, ad esempio un’immagine intervallata da un video, una suoneria o altro, con cadenza temporale predefinita in base all’afflusso o al target presente in quel momento.
La tecnologia Bluetooth si rivela quindi, in fattispecie come quella descritta, più immediata e capillare – e quindi più efficace – dell’invio “di massa” di messaggi SMS o MMS. Con il vantaggio di non dover sfruttare le reti mobili degli operatori e di non necessitare di una registrazione preventiva dei numeri telefonici degli utenti destinatari dell’iniziativa di marketing, che resta ovviamente contenuta nell’ambito della copertura consentita dal Bluetooth.
Sep 7th
Google Image Labeler é un semplice giochino dove gli utenti (a coppie di due) si scontrano uno contro l’altro nel tentativo di indovinare quale tag è stato utilizzato per una immagine presa a caso dall’archivio di Google. Non è necessaria alcuna registrazione: è sufficiente andare alla pagina del gioco, anche se gli utenti con un account su Google possono venire riconosciuti e giocare eventualmente con il proprio nome.
Non si vince nulla, se non il gusto di trascorrere qualche minuto in un passatempo semplice e immediato.
Google Image Labeler infatti consiste nell’attribuire a un’immagine casuale visualizzata – che viene prelevata dall’indice di Google – uno o più tag. La medesima immagine con lo stesso obiettivo vengono sottoposti all’avversario. Entro il tempo limite prefissato di un minuto e mezzo occorre identificare il tag che descrive al meglio l’immagine visualizzata. A ogni risposta corretta viene dato un punteggio.
Contemporaneamente Google guadagna “informazioni” utili: più giocatori ci saranno, più facilmente potrà ottenere una mole di informazioni al fine di ordinare il proprio archivio di immagini, migliorando la ricerca.
Sep 4th
RadioShack ha operato una “razionalizzazione del business” con uno sfoltimento dei dipendenti di Fort Worth, sede del quartier generale della popolare catena dei negozi di elettronica americani. In particolare, sono stati licenziati 400 dipendenti dell’azienda. Il modo con il quale è stato fatto, ha però colpito anche la stampa statunitense, solitamente abbastanza distaccata riguardo a questo tipo di operazioni: con l’invio della seguente, laconica email.
La diminuzione della forza lavoro precedentemente annunciata è attualmente in corso. Sfortunatamente, la sua posizione è tra quelle che sono state eliminate.
Nelle ore successive all’invio dei messaggi, il titolo di RadioShack ha guadagnato 29 centesimi (1,6%) al New York Stock Exchange.