Google: ovvero la nuova religione con tanto di chiesa

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ebbene si qualcuno in giro per il mondo si è preso la briga di fondare la chiesa di Google, con tanto di 10 comandamenti:

  1. Thou shalt have no other Search Engine before me, neither Yahoo nor Lycos, AltaVista nor Metacrawler. Thou shalt worship only me, and come to Google only for answers.
  2. Thou shalt not build thy own commercial-free Search Engine, for I am a jealous Engine, bringing law suits and plagues against the fathers of the children unto the third and fourth generations.
  3. Thou shalt not use Google as a verb.
  4. Thou shalt remember each passing day and use thy time as an opportunity to gain knowledge of the unknown.
  5. Thou shalt honor thy fellow humans, regardless of gender, sexual orientation or race, for each has invaluable experience and knowledge to contribute toward humankind.
  6. Thou shalt not misspell.
  7. Thou shalt not hotlink.
  8. Thou shalt not plagiarise or take undue credit for others work.
  9. Thou shalt not use reciprocal links nor link farms, for I am a vengeful but fair engine and will diminish thy PageRank. The Google Dance shall cometh.
  10. Thou shalt not manipulate Search Results. Search Engine Optimization is but the work of Microsoft.

Google è ciò che più si avvicina ad un dio, Le prove di questa identificazione sarebbero:

- Google è onnisciente, indicizza più di 9,5 bilioni di pagine web;
- Google è onnipresente: il motore di ricerca è virtualmente dappertutto sulla terra; con i dispositivi WiFi, poi, è davvero un’entità presente ovunque;
- Google risponde alle preghiere, o almeno risponde alle ricerche;
- Google è immortale: non essendo un essere vivente, ma il risultato di un algoritmo, Google in teoria potrebbe esistere per sempre;
- Google è infinito, Internet può continuare a crescere per sempre;
- Google ricorda tutti (la cache);
- Google non può fare del male, secondo la filosofia aziendale “do no evil”;
- L’evidenza dell’esistenza di Google è insomma abbondante, certo, a detta dei Googlists, più delle prove di qualche altro dio, e poi Google si può anche sperimentare, basta navigarlo un pò.

fatevi in giro The Church of Google

Giocare con le Immagini e con le Etichette: Google Image Labeler

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Google Image Labeler é un semplice giochino dove gli utenti (a coppie di due) si scontrano uno contro l’altro nel tentativo di indovinare quale tag è stato utilizzato per una immagine presa a caso dall’archivio di Google. Non è necessaria alcuna registrazione: è sufficiente andare alla pagina del gioco, anche se gli utenti con un account su Google possono venire riconosciuti e giocare eventualmente con il proprio nome.

Non si vince nulla, se non il gusto di trascorrere qualche minuto in un passatempo semplice e immediato.

Google Image Labeler infatti consiste nell’attribuire a un’immagine casuale visualizzata - che viene prelevata dall’indice di Google - uno o più tag. La medesima immagine con lo stesso obiettivo vengono sottoposti all’avversario. Entro il tempo limite prefissato di un minuto e mezzo occorre identificare il tag che descrive al meglio l’immagine visualizzata. A ogni risposta corretta viene dato un punteggio.

Contemporaneamente Google guadagna “informazioni” utili: più giocatori ci saranno, più facilmente potrà ottenere una mole di informazioni al fine di ordinare il proprio archivio di immagini, migliorando la ricerca.

Statistiche di Google Analytics in 3D con Google Earth

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Grazie all’ottimo Google Earth Blog sono venuto a conoscenza di una simpatica tecnica che permette di visualizzare con il programma satellitare Google Earth le informazioni geografiche relative ai visitatori dei nostri siti conteggiate attraverso il servizio di statistiche gratuito Google Analytics. Jacob Cord ha sviluppato un piccolo programmino che riesce a convertire la funzione “Overlay carta geografica” presente in Google Analytics in un file con estensione .KML (l’estensione di Google Earth), i passaggi da seguire sono veramente semplicissimi e ve li riassumo:

1) Entrate in Google Analytics e visualizzate il profilo relativo alle statistiche che vi interessano.

2) Cliccate su Ottimizzazione marketing –> Rendimento segmento visitatori –> Overlay carta geografica

3) Una volta visualizzata la carta geografica, scegliete da menù a tendina quanti risultati volete visualizzare ( 50 - 100 - 500 ) e poi cliccate in alto a destra sul pulsante “ T “, si aprirà una finestra con i dati ( in formato testo) della carta geografica pronti per essere esportati.

4)Copiate tutto il contenuto presente nel file che avete appena esportato, andate sul convertitore online messo a disposizione da Jacob, incollate tutto il contenuto al suo interno e cliccate “submit“.

5)Finito! Non vi resta che aprire il nuovo file creato dal convertitore online con il vostro Google Earth e godervi questa magnifica visualizzazione 3D dei vostri visitatori.

Google la vera vincitrice dell’edizione 2006 della classifica Top 100 Global brands

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Coca-Cola e Microsoft si confermano, ma è Google la vera vincitrice dell’edizione 2006 della classifica Top 100 Global brands, redatta come ogni anno da Interbrand, che mette in fila il valore commerciale dei marchi più famosi al mondo.

La leader americana dei motori di ricerca fa un balzo di 14 posizioni rispetto al 2005, e si piazza al 24° posto, ma soprattutto vede accrescere il valore del proprio brand del 46%, per oltre 12 miliardi di dollari. «Google è forse il brand più globale che si possa concepire - ci spiega Manfredi Ricca, business director di Interbrand - e ha delle potenzialità ancora da definire, ma già da ora appare l’unico brand che possa sfidare il primato di Microsoft». Già quest’anno la società fondata da Bill Gates ha accusato qualche problema nella classifica interbrand, perdendo circa il 5% di valore del marchio: «Il leggero calo - spiega Ricca - è dovuto anche al ritardo nel lancio di Windows Vista, il nuovo sistema operativo di Windows, ma anche al fatto che nel settore dell’informatica sembra ormai profilarsi un cambio di business che potrebbe creare qualche problema a Microsoft». Sempre nel campo della tecnologia è buona la performance anche per Apple (+14%), che sfrutta l’effetto Ipod e le aspettative positive di sviluppo di Machintosh, E-Bay (+19%) e Yahoo (+15%). In picchita Intel che lascia sul terreno il 9 per cento. E l’Italia? Gli unici brand nella gaduatoria sono quelli del lusso: Gucci (46°), e poi Bulgari, Prada e Armani in fila dal 95° posto in giù, di Fiat, Barilla e Tods neanche l’ombra.«In questo classifica - commenta Ricca - l’Italia appare proprio come un paese che fa fatica ad andare oltre il lusso. Nell’elenco mancano società di produzione, di tecnologia… A bloccare l’accesso di altre aziende italiane nella classifica è soprattutto la dimensione e il fatto che per essere considerati almeno un terzo del fatturato deve essere realizzato all’estero». La Fiat in particolare è svantaggiata da un investimento nel brand cominciato troppo poco tempo fa per portare i suoi frutti; al contrario Bulgari e Armani hanno fatto grossi passi in avanti negli ultimi anni nella promozione del marchio grazie ad una strategia di diversificazione da quello che era il loro prodotto originario.

da sole24ore.com leggi tutto

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