il blog elimina ogni barriera con gli utenti?

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non penso basti così poco! comunque posto questo intervento molto interessante di umerto torelli uscito sul corriere della sera

In Italia sono 20 milioni i potenziali consumatori che vogliono entrare in contatto con le aziende per avere informazioni su prodotti e servizi. Ma spesso non ci riescono». A parlare è Layla Pavone, presidente Iab Italia ed Europa (Interactive advertising bureau). L’associazione che promuove soluzioni e standard per lo sviluppo del business su Internet. E che i prossimi 8 e 9 novembre sarà presente a Milano con Iab Forum. «Questo succede perché le aziende sottovalutano le potenzialità del consumatore. Che grazie agli strumenti della rete, mai come adesso, utilizza Internet per informarsi prima, durante e dopo gli acquisti». Eppure l’Italia, secondo i dati NetConsulting non è fanalino di coda in Europa. Visto che il 62% delle aziende possiede un sito Internet e l’11% usa Internet per veicolare l’e-commerce . Ma nella maggioranza dei casi il sito aziendale si propone ancora come catalogo elettronico, non strumento per diffondere e raccogliere informazioni su quanto richiedono gli utenti. Un percorso a doppio senso in cui il consumatore diventa parte integrante dei piani di sviluppo aziendali. Quindi delle opportunità di crescita.

Allora che cosa è cambiato da quando le aziende usavano Internet come vetrina dei prodotti? «Sono cresciute, hanno capito che cambiano la comunicazione e i modelli di business . La soluzione non è solo quella di avere un catalogo elettronico online . Bisogna sfruttare il valore aggiunto dell’interattività, che consente il dialogo diretto con i consumatori. Necessario sia per i rapporti business to business tra aziende, sia per quello tra aziende e utenti» In che modo? «Bisogna fare innamorare il consumatore del proprio brand . Per 50 anni la comunicazione è andata in un’unica direzione: l’azienda verso il pubblico, in un rapporto poco democratico. Invece ora, il consumatore dice “ci sono anch’io”. Si tratta di un utente camaleontico, con esigenze in continuo cambiamento. È critico, attivo, usa Internet per selezionare prodotti e servizi»

Quali strumenti in rete danno visibilità a un’azienda? Possiamo parlare di una killer application ? «Lo strumento “principe” rimane senza dubbio la consultazione dei motori di ricerca. Utilizzati dal 92% dei consumatori per cercare informazioni in rete. Tutto inizia con il primo click , dopo che si sono inserite le parole chiave da cercare. Ecco perché la consultazione dei motori web diventa fondamentale per la visibilità delle aziende. Quindi per le azioni marketing da intraprendere »

Solo questo? «Diciamo che l’altro strumento venuto alla ribalta con prepotenza negli ultimi 12 mesi riguarda il fenomeno blog . Ormai cartina al tornasole del rapporto tra aziende e consumatori. Community online e blog eliminano le barriere inibitorie di chi acquista. Disposto a dire in modo chiaro che cosa pensa. Quindi in una posizione di interlocutore privilegiato Questo che cosa significa per le aziende? «Dire addio ai vecchi focus group, alle tradizionali tecniche di verifica e controllo. Adesso le scelte prese dai consumatori si valutano in tempo reale. Per cambiare in corsa le iniziative di vendita, ma anche correggere, se necessario, i programmi di comunicazione»

Internet giova di più alle grandi aziende o alle Pmi? «Porta vantaggi a entrambe. La differenza sta nella capacità di sfruttare al meglio le potenzialità della rete. L’enterprise può sfruttare tutti i vantaggi legati all’ottimizzazione degli investimenti. Prendiamo l’esempio di una multinazionale che deve proporre un servizio o un prodotto secondo logiche globali, indipendenti dai confini geografici. Ebbene può utilizzare il protocollo di comunicazione Internet sia verso il mondo esterno dei clienti, sia a livello interno. Con una rete Intranet in grado di passare informazioni ai suoi dipendenti, ma anche a clienti e fornitori»

E alla piccole imprese? «Per le Pmi il vantaggio è quello di localizzare le informazioni. Anche la piccola impresa, che ad esempio ha relazioni con la Cina, può dialogare a costi contenuti con la rete di vendita. Con la possibilità di trovare clienti attraverso la rete »

Quali sono le differenze tra aziende italiane e gli altri paesi europei? «Direi tecnologiche e culturali. Il primo punto riguarda la nostra arretratezza sulla diffusione della banda larga e del numero di strumenti informatici presenti nelle aziende, specie le Pmi. Ma anche nelle agevolazioni e sgravi fiscali previsti dal Governo. Però tutto sommato questo gap è superabile. Più difficile colmare quello culturale »

Si può spiegare meglio? «Le aziende italiane non hanno capito che in un periodo di rapida evoluzione come quello che stiamo vivendo, è lo stesso consumatore a fare la differenza tra successo e insuccesso di un prodotto. Diciamo che la dicotomia esiste non tanto sul fronte dell’informatizzazione del consumatore, quanto nella risposta che ottiene dalle aziende»

Umberto Torelli

30 ottobre 2006

Il Web per gli Adolescenti: Inchiesta Osservatorio sui Diritti dei Minori

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La notizia riguarda i giovani in rete, la maggioranza degli adolescenti italiani preferisce la consulenza online ai consigli dei genitori e degli insegnanti.
E’ quanto emerge da un’inchiesta condotta dall’Osservatorio sui Diritti dei Minori, nel periodo che va dall’1 luglio al 30 settembre 2006, su un campione di 400 adolescenti in età compresa fra i 14 e i 18 anni, 200 di sesso maschile e 200 di sesso femminile, dislocati sul territorio nazionale.

Le ragioni che spingono il 72% dei soggetti in età evolutiva - il 59% del quale della componente maschile ed il 41% della componente femminile - ad accostarsi ai molteplici servizi di orientamento forniti online sono costituite per il 31% da informazioni inerenti la sfera dietetico-alimentare, per il 26% sessuale, per il 20% astrologica, per il 14% psicologica, per il 9% altre motivazioni.

E’ il 62% delle adolescenti a prevalere tra coloro che stabiliscono contatti con servizi di consulenza online orientati a risolvere problemi di sovrappeso o di mantenimento della linea

. Netta prevalenza, invece, della componente maschile (66%) circa la ricerca di soluzioni online a problemi di carattere sessuale. Le preoccupazioni sono pressocché uguali per maschi e femmine e riguardano maggiormente la contraccezione e la verifica della propria “normalità” fisica, fisiologica e di orientamento sessuale.

Equità quantitativa tra le parti in tema di astrologia, infatti al 51% delle adolescenti corrisponde un 49% dei maschi che consulta i servizi di previsione astrale – in prevalenza di cartomanzia – tendenzialmente per le stesse ragioni, cioè amore e futuro.

Analoga situazione, con la prevalenza del 53% degli adolescenti, circa la consultazione a sfondo psicologico con una nutrita gamma di motivazioni, le più significative delle quali concernenti il disagio e l’incomunicabilità in famiglia.

Antonio Marziale, sociologo e presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, commenta: “Mentre, fino a qualche anno fa, i referenti legittimati a contribuire all’orientamento dei soggetti in età evolutiva erano quasi esclusivamente le primarie agenzie di socializzazione, prime fra le quali la famiglia e la scuola, adesso bisogna guardare al Web come ausilio concreto alla relazione d’aiuto. Le ripercussioni che la fenomenologia comporta, però, sono molteplici e seri, cagionati principalmente dal livello ancora da considerarsi medio-basso di alfabetizzazione in termini di Media Education, che non permette alle masse adolescenziali una corretta decodifica delle risposte con il rischio di interpretazioni dannose sul piano psicofisico, considerato che la maggior parte delle esigenze che generano i contatti sono costituiti da ragioni strettamente legate alla Salute, quali la sfera alimentare, sessuale e psicologica. Il ricorso degli adolescenti alla consulenza online contribuisce a conferire ulteriormente ai Mass Media in generale il ruolo di primaria agenzia di socializzazione, ecco perché relativamente ad Internet urge una legislazione internazionale che tuteli i fruitori, soprattutto in età evolutiva, in termini di sicurezza.”

da: i-dome.com

Il Navigatore Italiano: Diffidente ma Attratto dalla Pubblicità

Adv, Comunicazione, Marketing, Media, Motori di Ricerca, Ricerche 1 Commento »

Poco attratti dalle nuove tecnologie di comunicazione, diffidenti nei confronti dei servizi a pagamento, incuriositi dalla pubblicità online: questi gli internauti italiani, secondo un sondaggio condotto da NetOserver e Novatris su un campione di 170.000 navigatori che, oltre al nostro Paese, prende in esame anche Francia, Spagna, Gran Bretagna e Germania.

Osservando più nel dettaglio l’inchiesta, si nota una tiepida apertura nazionale verso i sistemi di messagistica istantanea, utilizzati dal 53,1% degli italiani, e un certo scetticismo verso i programmi di telecomunicazione gratuita (come Skype, usati dal 38,7%), e ancor di più verso il podcasting (14,9%) e i blog (15,1%).
Negli altri paesi europei questo genere di servizi sono aprezzati soprattutto dai navigatori spagnoli (73,9% utilizza programmi di messaggistica), anche perchèin Spagna oltre il 60% degli internauti hanno meno di 35 anni. Nel nostro Paese la percentuale scende invece al 47%, e la fascia d’età più presente su Internet è quella tra i 35 e i 49 anni.
La diffidenza diventa netta in Italia per quanto riguarda i servizi a pagamento: solo il 17,9 degli italiani, contro il 32,5% dei tedeschi, paga per inviare Sms via web, e ancora meno per scaricare videogiochi (7%), musica (9,5%), suonerie e loghi per cellulari (5,8%) e annunci (6,8%).
Secondo la ricerca NetObserver in questo caso gli internauti italiani sembrano seguire il comportamento dei corrispettivi latini, mentre inglesi e tedeschi sembrano molto più disposti a spendere in cambio di servizi on line.

Gli italiani reagiscono meno positivamente rispetto ad altri paesi (Francia e Regno Unito in primis) anche alla pubblicità e al direct-marketing on line: solo il 34, 2% ha partecipato a dei giochi a premi organizzati dai siti, il 31% clicca i link pubblicitari che compaiono sui risultati dei motori di ricerca, e il 24,2% entra nei siti aziendali dopo aver visto pubblicità sul web. Nonostante questi risultati, la pubblicità on line è percepita come creativa ed innovativa da più di tre italiani su 5, e quasi la stessa percentuale dichiara che aiuta a scoprire nuovi prodotti e servizi.

Quasi il 44% degli italiani, secondi solo agli spagnoli, dichiarano che le reclame aiutano a prendere decisioni di acquisto migliori. Questi risultati fanno concludere agli esperti di NetObserver che, nonostante le difficoltà di breve periodo, la pubblicità e il marketing online dovrebbero avere buone prospettive di crescita nel nostro Paese.

fonte: sole24ore

MYULTRALIFE

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Avete mai desiderato, oppure vi piacerebbe giocare ad essere i protagonisti di una vita al “TOP”? Top nel gotha della finanza, al top dello show business, al top della politica e al top dello sport?

Prima provate, magari vi assale lo stress e desisterete nel perseguire una vita alla “briatore-style”. Chissà…

Ottima applicazione di comunicazione virale sfruttando all’interattività del web. Il tutto made in Samsung.

MYULTRALIFE

via copyandwriter

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