sapere tutto di un sito web in 163 modi

Risorse, WebMarketing Commenta! »

Monitorare un sito, seguirne l’andamento, i links, le visite alle pagine, il peso assunto dal posizionamento sui motori di ricerca, è un operazione non sempre facile.

Una delle tante applicazioni in rete più complete è The Scrutinizer.

Questo sito è giunto ad offrire ben 163 modi di analizzare un URL, dai tanti tipi di validazione all’accessibilità, dal check up dei links al social web fino all’analisi di licenze, o della compatibilità con i diversi browser.
Sembra non mancare nulla a questo sito indispensabile, oltretutto continuamente aggiornato ed integrato con nuove funzioni, di cui potrete essere informati sottoscrivendone i Feed RSS.

Internet è cambiata, cambierà anche la comunicazione?

Comunicazione Commenta! »

Segnalo questo intervento molto interessanto sul web e sul modo di fare comunicazione di Marco Massarotto (Consigliere ADCI e Founding Partner di Hagakure - Corporate Blogging, Podcasting & Online Tools for The Brand) - Estratto integralmente da ADCI il latore della presente 18 luglio 2006 numero 13 - www.adci.it

Web 1.0, Web 2.0
La rete come l’abbiamo conosciuta dal 1995 al 2000 è andata in crisi: un sistema troppo verticale. A risorgere dalle sue ceneri ci ha messo un attimo, dopo il Web 1.0, ecco il Web 2.0. Se vi sembra un maquillage, vi sbagliate di grosso. Il Web 2.0 è una nuova concezione di Internet: ogni software, ogni sito, ogni computer da allora nasce ispirandosi a questa nuova realtà. Tutto è iniziato da una conferenza, ormai mitica, tenuta da Dale Dougherty, vice presidente di O’Reilly, uno dei più importanti gruppi editoriali specializzato in teconologia. Da allora qualunque cosa si basa su alcuni solidi pilastri quali la condivisione (pensate alle infinite possibilità di condivisione di musica, film, contenuti), il social networking (le enormi e numerose comunità), la ricerca (Google docet), la personalizzazione. Internet diventa così una piattaforma in perenne sviluppo, dove il contenuto è fruito e al tempo stesso creato dai suoi utenti.

Il nuovo Internet e la nuova comunicazione
La rivoluzionarietà di questo approccio trascende i limiti della rete, si tratta di un “potere editoriale diffuso”, è una struttura socio-comunicativa orizzontale. Certo ci sono i grandi portali, ma sono sempre più dinamici: appaiono ad ognuno nel modo preferito. Inoltre un piccolo Blog o una piccola community possono assumere una velocità di crescita tale da portarli in poche settimane a essere un player globale. Questo è lo scenario di Web 2.0 trattato per sommi capi, ma siccome questo articolo si chiama “Comunicazione 2.0” cerchiamo di immaginare come il nuovo Internet possa influenzare la comunicazione.

Vecchi e nuovi modelli
Sappiamo che la percentuale di investimenti pubblicitari su Internet cresce a doppia cifra, mentre media storici come la tv o la stampa se non arrancano si attestano su percentuali da polpastrello. Ma come vengono spesi questi soldi? Finora si è cercato di replicare un meccanismo noto: comprare spazi frequentati dal maggior numero possibile di utenti e presentare loro l’ultima novità, l’ultima offerta di una Marca. Un approccio molto Web 1.0, appunto. Questo sistema rischia di non pagare più in una rete globale dove i contenuti mutano in modo infinito, dove le regole le scrive ognuno per sè. E i motivi principali sono due: una logica distributiva fortemente mutata e una frammentazione dell’audience.

La “Long Tail”: come il Web 2.0 ha cambiato la distribuzione
Prima di modificare la comunicazione il Web 2.0 ha radicalmente trasformato la distribuzione. Il modello classico di distribuzione si basa sulla vendita al dettaglio. Ho un negozio, ho una vetrina, espongo una parte della mia merce, solitamente la più nuova o la più bella. Così facendo mi ritrovo con un certo numero di scaffali all’interno del negozio e la merce che si trova lì ha meno visibilità, per non parlare del magazzino. Occorre puntare tutto su alcuni articoli che bisogna vendere velocemente, prima che passino nel dimenticatoio del retrobottega. La distribuzione su Internet ha sovvertito questo ordine.

Dal sito vetrina alla vetrina personale
Quando entro in un grande store on-line vedo una vetrina che non vede nessun altro, vedo una vetrina di merce che interessa a me secondo il mio profilo (personalizzazione) o secondo quello che ho chiesto di vedere (ricerca) o secondo quello che ha visto gente con gusti e acquisti simili ai miei (condivisione, social networking). Insomma vedo, scelgo e compro secondo i pilastri del Web 2.0. Ecco che un cd, un paio di scarpe, un libro passano dal dimenticatoio alla vetrina. E non per tutti, solo per quelli a cui possono interessare. È il caso di E Bay, di Amazon, di ITunes Music Store. Dopo duemila anni passati con una vetrina ecco arrivare in un anno duemila vetrine diverse per lo stesso negozio. Come questo si rifletterà sulla comunicazione è una sfida aperta. È chiaro che puntare sul prodotto appena uscito, presente in tutti i punti vendita, come fa la comunicazione classica, rischia di fare cilecca. Molta gente potrebbe non vederlo mai quel prodotto.

La logica viral
C’è anche un altro elemento del Web 2.0 che manda in crisi il sistema classico di comunicazione: la crescente assenza di spazi altamente frequentati a favore di molti spazi interconessi tra di loro. Avendo possibilità infinite ognuno su Internet tende a visitare e frequentare gli spazi più vicini ai suoi gusti e ai suoi interessi. C’è una frammentazione del publico. Anche i portali che riescono ancora ad attrarre grandi masse sono ormai totalmente personalizzabili e, di fatto, sono tanti siti quanti i loro visitatori. Un grosso budget speso su un portale frequentato può rivelarsi meno redditizio di una strategia raffinata che porti il messaggio di un’azienda a circolare spontaneamente. È la logica del virale, del Blog, del social networking (unire le persone per interessi). Perchè si attivi questo circolo virtuoso però, occorre guadagnarsi la simpatia, la credibilità, l’interesse della comunità di persone cui si vuole comunicare. Bisogna farlo con il linguaggio, con la tecnologia, con la sincerità necessarie. Occorre scendere nell’arena e giocare secondo le regole di chi vi si trova. Presentarsi a bordo di una “corazzata” Media può risultare un’idea poco efficace, quando non controproducente. Sono finiti i tempi in cui se non guardavi Pippo Baudo, guardavi la Carrà e a un’azienda bastava comprare spazi su tutti e due i programmi. Sul web 2.0 le scelte sono infinite e costantemente mutanti, nessun budget potrà mai coprirle tutte. In questo scenario le aziende dovranno trovare nuovi canali, nuove forme di comunicazione in grado di far muovere un messaggio dentro la rete. Soprattutto dovranno trovare o ritrovare la complicità dei consumatori. Che sia la nuova comunicazione, la Comunicazione 2.0?

re: 45 milioni di euro per il sito www.italia.it

Siti Commenta! »

“Dopo i messaggi in oggetto sono andato a cercare la notizia alla fonte, e

l’ho trovata qui.

http://www.innovazione.gov.it/ita/dipartimento/progetti/visitaitalia.shtml

Visto che non è lungo riporto il testo scritto nella pagina. La mia

considerazione è che probabilmente il portale prevederà servizi per il

sistema turistico che lo stesso sistema non riesce a produrre o a

sostenere come costi. O non ha idee in merito. Credo che se, come penso,

nessuno investa 140 milioni di euro senza possibilità di ritorno, sia

giusto lo faccia lo Stato. Però posso sbagliarmi. Voi che dite?

Visita Italia, il portale del turismo

Con uno stanziamento globale di almeno 140 milioni di euro il Comitato dei

Ministri per la Società dell’Informazione riunito il 16 marzo 2004 dà il

via alla progettazione e realizzazione di un portale, denominato in via

provvisoria “Scegli Italia”, con l’obiettivo di:

a.. promuovere e rilanciare l’ offerta turistica italiana

b.. convogliare le prenotazioni

c.. ridare competitività alla principale industria del Paese

rappresentata dal turismo.

Il portale, veicolando l’informazione turistica italiana disaggregata su

siti diversi e anzi spesso del tutto assente da Internet (la presenza

percentuale delle strutture ricettive italiane su internet è soltanto del

5% contro il 35% della media europea), mira anche ad invertire la tendenza

negativa che ha visto scendere l’Italia dal primo posto nel mondo nel 1970

al 4° dopo Francia, Spagna e USA nel settore turistico.

Attraverso questo progetto il governo intende, quindi, portare l’Italia al

livello dei maggiori Paesi europei che hanno implementato, o hanno, in

fase di lancio, iniziative istituzionali per la promozione su Internet del

prodotto turistico nazionale, la diffusione di sistemi elettronici di

prenotazione tra gli operatori (es. sistemi di booking online), e la

digitalizzazione di contenuti culturali e ambientali.

La realizzazione del progetto vedrà coinvolti il Ministro dei Beni

Artistici e Culturali, delle Attività Produttive, per le Politiche

Agricole e Forestali, e per l’Ambiente, mentre il coordinamento dal punto

di vista tecnologico è del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie.

Il progetto è diviso in due parti. Per la realizzazione del sistema di

prenotazione e del portale saranno necessari investimenti per 40 milioni

di euro, di cui metà finanziati dal Comitato dei Ministri per la Società

dell’Informazione e l’altra metà dai dicasteri coinvolti.

Per i contenuti digitali, che richiederanno un considerevole utilizzo di

testi e immagini in tutti i settori, si prevede uno stanziamento iniziale

di un centinaio di milioni di euro a cui concorreranno non solo lo stesso

Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione e i dicasteri

partecipanti, ma anche le Regioni e gli altri soggetti interessati.

L’implementazione dei contenuti vedrà coinvolte tutte le amministrazioni

interessate per la definizione degli standard, la certificazione dei

contenuti, la promozione del brand, la formazione dei fornitori dei

contenuti, il monitoraggio dei risultati.

Il progetto è articolato in un triennio. La fase di avvio prevede la

redazione, a breve, di un dettagliato progetto.

Riccardo Garavaglia”

Il Nuovo Sito della Nike Pro Europe

Adv, Siti 2 Commenti »

Ecco il nuovo copy per il sito della Nike Pro Europe

Rafael Nadal

mi sentro più preparato. più sicuro e ho più fiducia in me stesso.
e so che il mio avversario percepisce tutto questo.
la sconfitta non rappresenta il nemico.
piuttosto è la paura di una sconfitta il vero nemico.

Thierry Henry

mi vedo esattamente come mi vede l’avversario.
forte. preparato. invincibile.
le capacità si acquisiscono col tempo.
ciò che rende un giocatore un vero campione è il talento naturale.

Dirk Nowitzki

in quel preciso momento mente e corpo raggiungono la massima concentrazione.
ed io raggiungo il massimo livello di prestazioni.
generalmente non seguo un percorso.
traccio un sentiero.

Gavin Henson

con la fiducia arriva la convinzione.
la convinzione alimenta la potenza necessaria per vincere.
in ogni individuo batte un cuore impavido.
ma solo alcuni scelgono di ascoltarlo.

Per non parlare del resto. fa venire i brividi

spailab.net is powered by WP original template NDesign edited by spai | About | Photo | Links | Contact | Sitemap | Creative Commons
Entries RSS Comments RSS Collegati